Pubblicato da: Achab | 15 febbraio, 2004

15 Febbraio 2004 – Polo Velico/Remiero ? presso la Sala Consiliare del Comune di Termoli

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In un incontro con la stampa, aperto alle istituzioni ed ai cittadini, il Circolo della Vela di Termoli fa il punto sulla drammatica condizione in cui versano gli impianti sportivi di Rio Vivo a seguito della dannosa esondazione del vicino omonimo ruscello avvenuta pochi mesi fa e dei gravi ritardi nella costruzione della nuova moderna struttura sportiva.

  Toni moderati, ma ugualmente fermi e preoccupati quelli adoperati dai dirigenti del Circolo Vela Surf di Termoli nel corso dell’incontro svoltosi sabato pomeriggio nella sala consiliare del Comune, gremita di soci e cittadini, per denunciare alle istituzioni e alla pubblica opinione lo stato nel quale versano gli impianti sportivi di Rio Vivo.
Il moderatore e attivo socio del Circolo dott. Franco Baccari ha aperto la riunione sottolineando con orgoglio che tutto ciò che è stato finora realizzato dal Circolo è opera esclusiva dei soci. Il fatto che essi si rivolgano alle istituzioni è perché una struttura simile, oggi in grave difficoltà per cause esogene, pur conservando la sua natura privatistica, appartiene di fatto a tutta la comunità regionale, per ciò che è in grado di offrire in termini di educazione e formazione sportiva, di aggregazione sociale, di richiamo turistico e quant’altro l’ha resa utile e importante anche fuori dei confini regionali.
Dopo questa premessa la parola è stata subito data al Presidente del Circolo Gianfranco Fiori, il quale ha esordito in questo modo: “Abbiamo costruito negli anni un impianto sportivo attrezzato per praticare quasi tutti gli sport nautici: dalla vela al canottaggio, dallo sci nautico all’attività subacquea. Un impianto che tante città, anche più grandi di Termoli, ci invidiano. Tutto questo, com’è stato già detto, senza una lira di contributo pubblico”.
“Oggi rischiamo di morire a causa di eventi in una certa misura imprevedibili e della burocrazia. Non possiamo consentirlo. Vogliamo impedire che il collasso subito dalle nostre attività, a causa del fermo dei lavori di costruzione dei nuovi impianti e ultimamente anche dallo straripamento del ruscello Rio Vivo, ci costringa alla chiusura”.
E qui “l’appello ai pubblici amministratori perché si rendano conto che lasciar morire il Circolo della Vela non vuol dire solo impedire a centinaia di appassionati velisti di praticare la loro attività, ma rinunciare per sempre alla ricchezza indotta dalle medesime attività sportive, a una vera e propria industria delle regate, così come avviene sui grandi laghi del nord d’Italia”.

Ad onor del vero la risposta dei rappresentanti delle istituzioni presenti, il sindaco on.le Di Giandomenico e l’assessore regionale ai lavori pubblici Chieffo, non ha molto soddisfatto la gente intervenuta. Prima hanno celiato sulla sfortuna che perseguiterebbe il Circolo, poi si sono limitati ad annunciare generici impegni. Soprattutto non hanno mostrato di cogliere tutta la drammaticità e l’urgenza delle questioni sollevate. Eppure l’attuale situazione era stata loro rappresentata da tempo. L’assessore Chieffo nel corso del suo intervento ha informato dello stanziamento regionale di 4,5 milioni di euro per sistemare il litorale molisano danneggiato fino a Campomarino, senza tuttavia specificare quanto di questa somma è riservata per Termoli e a favore di quali opere.
Viceversa negli interventi dei tecnici presenti, l’ing. Gabriele Ragni, direttore dei lavori e dell’ing. Libero Volpe responsabile tecnico comunale, non sono mancate indicazioni precise. Soprattutto l’ing. Volpe ha detto con forza che prima di qualunque opera che si andrà a realizzare in quel sito, deve aversi la sistemazione definitiva del ruscello Rio Vivo, in modo da mettere in sicurezza tutta quell’area.
Per quanto si riferisce alla ripresa dei lavori, il tecnico comunale ha aggiunto che attiverà le procedure d’urgenza per affidare ad altra ditta i lavori sospesi.

Al termine della riunione abbiamo avvicinato il Presidente Fiori per rivolgergli la domanda che campeggiava sul manifesto della riunione: dopo questo incontro qual è il futuro del Circolo? Ecco la sua risposta: “Alla luce di quanto è emerso ci attende, come temevo, un’altra stagione di precarietà. Tutto il capitale di efficienza e di organizzazione che abbiamo acquisito con la nostra attività corre il serio rischio di andare perduto. Non so se ce la faremo a superare questa fase”. C’è in queste parole molta delusione e la consapevolezza di dover affrontare da soli prove durissime.

L’augurio di “Primonumero” è che questi uomini riescano a vincere ogni avversità.

http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=1428

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